Aumentano del 200% i costi causati dagli attacchi ransomware nelle PMI

La ricerca annuale Global State of the Channel Ransomware Report, ha nuovamente confermato l'incessante aumento degli attacchi ransomware a piccole e medie imprese. Si valuta che i costi di interruzione del servizio siano addirittura 23 volte superiori alla somma di riscatto solitamente richiesto dai cyber criminali, che si aggira in media sui  5.900 dollari.

La quarta edizione dell'indagine condotta da Datto, è stata effettuata su più di 1.400 managed service provider, tra responsabili e decision maker che gestiscono i sistemi IT di piccole e medie imprese.
Dai risultati si evince come nel corso del 2019 la crescente frequenza degli attacchi ransomware abbiano registrato un aumento dei costi pari al 200% rispetto allo scorso anno, confermandosi come minaccia informatica più diffusa per le pmi.

Ma quali sono le soluzioni più efficaci per ridurre l’impatto e i tempi di ripresa delle attività a seguito di un attacco ransomware?

Tutte le aziende che hanno attivato soluzioni di business continuity e disaster recovery, hanno meno probabilità di  subire gravi fermi in caso di attacco, e generalmente riescono a riprendere le loro attività nelle successive 24 ore, limitando significativamente i danni dal punto di vista economico e reputazionale.

Inoltre, è importante ricordare che il titolare del trattamento (soggetto pubblico, impresa, associazione, professionista, ecc.) entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza, deve notificare la violazione al Garante per la protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679).

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Fonte dei contenuti: www.datto.com/blog